Io servo, tu servi, egli serve… esperimento fallito.

Cosa significa veramente servire ancora non lo sono riuscita a capire.

Oggi e’ lunedi, la mia mente e’ alquanto confusa, ma faccio finta di niente o almeno ci provo. Dubito comunque di riuscirci.

Ho letto da qualche parte che ascoltare le persone lamentarsi accorcia la vita (o qualcosa del genere). Sara’ forse per questo che sento i miei giorni diminuire velocemente? Per anni ho ascoltato incessantemente i lamentii di mia madre, di mio fratello, della famiglia, degli estranei, degli amici e dell’universo intero. 

Non molto tempo fa una persona, col suo marcato accento sardo, mi ha detto “tu non ti lamenti mai” ed io ho fatto spallucce come a dire ‘tanto che cambia?’. Nel tempo questa affermazione continuava a rimbombarmi nel cervello tant’e’ che mi son detta ‘quasi quasi ci provo anche io’. Bhe amici miei mai tentativo fu piu’ deludente. E forse anche dolorante. Perche si avevo creduto, forse per alcuni attimi, di poter far parte anche io della schiera dei lamentosi. Il problema e’ stato il mio pensare che tutti fossero come me. Ascoltatrice silenziosa, sempre pronta a dare qualche consiglio dove richiesto e cercando di fare del mio meglio per non giudicare facilmente. Ma per me non e’ stato cosi son caduti su di me giudizi universali. Nessun consiglio disinteressato. Nessuna mano pronta a portarmi via dall’ ombra che mi avvolge. Insomma esperimento fallito.

E allora torno nel mio silenzio fatto di sorrisi appena accennati con accompagnata la solita risposta

Va tutto bene

Non ho molta dimestichezza con il mondo e i mondaroli che lo abitano. Non e’ colpa mia. Non e’ colpa loro. E’ semplicemente la mia vita che va come deve andare.

Il silenzio e’ d’oro, ma a me l ‘oro non piace molto. Sento la mancanza dell’argento della parola. Ma fa niente perche alla fine va sempre tutto bene.

Grazie per l ascolto.

Amen. Alleluja

La poltrona

Di lei si dissero tante cose, ma la piu’ assurda e’ che volesse a tutti i costi quella poltrona! Che volesse appropriarsi di un posto non suo, che per soldi avrebbe fatto qualsiasi cosa.

Dissero che sia stata la rovina di tutto e tra le tante cose vi assicuro che questa fu quella piu carina. Ma coloro che volgarmente mandaro in giro queste parole furono proprio coloro che le chiesero di fare da intermediario. Chiudendola cosi in una gabbia dalla quale lei pote uscire solo sfiorando la morte.

Lei avrebbe solo voluto qualcuno che la prendesse per mano e la tirasse fuori dall’abbisso dove era rimasta incastrata, ma non ci fu nessun’anima buona ad aiutarla. Anzi, coloro che le sorridevano in viso la pugnalavano con vilta’ alle spalle.

Tante cose furono dette di lei che per la grande volgarita non staremo qui a ripetere, ma nessuno si rese conto che fu solo in capro espiatorio di un dolore del quale non era colpevole!